giovedì 15 luglio 2021

 "Molla gli ormeggi, esci dal porto sicuro
e lascia che il vento gonfi le tue vele.
Esplora, sogna, scopri..."


Mark Twain
(Florida, USA 1835 - Redding, USA) 

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Carissime e carissimi lettori questo blog come ogni anno chiude per ferie. Ci rileggiamo dopo la seconda settimana di settembre. Vi auguro una buona estate, passatevela bene, nel miglior modo possibile e con le dovute precauzioni dove richiesto contro questo virus che si trasforma di volta in volta.

Vi lascio con un bel video dal film "Bolero" di Claude Lelouche del 1981 con la scena finale del "Bolero" di M. Ravel con un danzatore (Jorge Donn) e una compagnia di danza (Il Balletto del XXmo secolo di Maurice Béjart) in un autentico stato di grazia.


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Una ricetta estiva
"Gli Strigoli del Marinaio"
("I Striguli du Maina")

PREMESSO che la ricetta che vi propongo comprende la maggior parte degli ingredienti della ricetta, spesso preparo questo piatto a modo mio aggiungendo altri ingredienti e siete liberi di farlo anche voi.

"Gli Strigoli del Marinaio" (la parola del dialetto ligure manca di alcuni punti o accenti sopra le lettere) era un piatto molto popolare a Genova e nelle riviere liguri. I pescatori a fine giornata prendevano il pesce avanzato, lo cuocevano in padella e ci aggiungevano gli strigoli che sono come le troffie ma di un formato un po' più grande. Si trovano solo a Genova e dintorni, quindi usate pure le troffie che trovate ovunque in Italia.

Prendete una padella antiaderente, metteteci quattro cucchiai di olio extra vergine e fate cuocere per qualche minuto un tritato fine di cipolla, carota e sedano con un pezzo di aglio vestito. Poi mettete delle seppie tagliate a dadini o a pezzettini insieme a delle olive (meglio le taggiasche) e mezzo bicchiere di vino bianco. Fate andare la cottura per una decina di minuti ad una fiamma un po' alta ma non troppo. Assaggiate e quando le seppie sono quasi morbide abbassate la fiamma al minimo. Quando il vino è evaporato aggiungete del passato di pomodoro (o pomodoro a pezzetti) massimo 4 o 5 cucchiai in modo che faccia del sughetto senza esagerare e mettete del sale fino. A questo punto mettete del pesce a spina sfilettato a pezzi (branzino, orata, cernia o similari), gamberi puliti ma con il guscio e delle cozze che avrete pulito in precedenza. Fate cuocere finché vedrete che le cozze si saranno aperte, oppure cuocetele a parte e mettetele verso fine cottura. 

Diciamo che nel giro di mezz'ora dovrebbe essere pronto. Potete aggiungere altro pesce ma senza farla diventare una zuppa di pesce.

A questo punto cuocete gli strigoli o le troffie a parte in una pentola. Quando saranno pronti scolateli e poi metteteli nella padella ad insaporirsi per qualche minuto con i pesci che avete cotto. Alla fine aggiungete prezzemolo tritato, qualche foglia di basilico e servitelo in tavola.

Eventuali variazioni. Io a volte aggiungo un pizzico di zafferano nel soffritto di verdura iniziale perché gli dona un gusto particolare che mi piace. Potete aggiungere altre spezie ma non fatelo troppo pepato o con troppo peperoncino. La paprika dolce ho notato che ci sta benissimo ma sempre in dosi minime.

Ci vuole il vino bianco e di solito ci bevo del vermentino ligure, il pigato oppure il bianco di Luni o il bianco delle 5 terre. In alternativa va anche bene la vernaccia di San Gimignano o un bianco secco fresco ma non ghiacciato. Gli unici bianchi un po' mossi possono essere lo chardonnay, in tutti i casi vedete voi.

Buon appetito
Grazie a tutti per le visite
e Buona Estate

15 commenti:

  1. Grazie per la gustosissima ricetta!:-) Fai buone vacanze!

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    1. Ciao Giacinta, bentornata
      Carissima, grazie a te per le visite. La ricetta puoi prepararla anche con un altri tipo di pasta se non trovi le troffie. Magari le linguine, oppure una pasta corta.
      Ricambio gli auguri di buone vacanze

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  2. Chiudere una fortunata serie di post con il Bolero di Maurice Ravel dal film di Claude Lelouche, è un bel chiudere.
    La citazione di Mark Twain esorta a tenere viva la curiosità che è il seme dell'intelligenza, in questi tempi bui in cui molti, forse i più si accontentano delle comodità del conformismo.
    Grazie per la ricetta... adoro la cucina ligure, schietta come le sue genti e gustosa come i suoi paesaggi.

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    1. Ciao Berica, bentornata
      è stata una lunga cavalcata ma vedo che ha attirato l'interesse di varie persone, anche alcuni amici in Germania mi hanno scritto per complimentarsi. Vediamo cosa mi inventerò in futuro.

      Ogni volta che leggo le parole di Mark Twain mi viene subito voglia di viaggiare e, come anche dicevi tu, la curiosità è il seme dell'intelligenza. Il conformismo appiattisce tutto e oscura le novità.

      La ricetta si presta a delle modifiche per il tipo di pasta, ma con le troffie rende bene. Grazie per le parole che hai scritto sui liguri, sulle specialità regionali e sui paesaggi.

      Carissima, ti ringrazio molto per le visite e per aver apprezzato le proposte di questo blog.
      Un salutone e a dopo l'estate

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  3. Ciao, inizio dal ino dal vino e il Vermentino va benissimo ma anche una Ribolla gialla della mia terra potrebbe andare. Amo il pescato è da buon marinaio amo e cucino benino e il tuo piatto lo proverò magari con il pesce povero del alto Adriatico. Come sempre un pensiero interessante.
    Buone vacanze, un caro saluto, fulvio

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  4. Pagina 2.
    Il film di Lelouch è non l'ho visto ma il Bolero di Ravel lo amo da sempre per la sua melodia incalzante che da piano diventa una furia di note e strumenti.
    Ciao ancora
    fulvio

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    1. Ciao Fulvio bentornato
      Buono il pesce dell'Adriatico! Fra l'altro c'è molta più qualità di pesce rispetto al Tirreno o al Golfo Ligure delle mie parti. Avrai di che sbizzarrirti.

      Avevo pensato ai vini delle tue terre ma non ricordavo più i nomi. Il Ribolla è molto buono ma pensavo anche al Tocai bianco.

      Il film di Lelouch credo che si ormai fuori catalogo nei vari punti vendita, ma forse lo trovi in qualche biblioteca. Il Bolero di Ravel è sempre coinvolgente.

      Grazie per il commento e buona estate anche a te

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  5. La frase di Mark Twain sarebbe da ripetere tutti i giorni appena svegli.

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    1. Ciao marcaval, bentornato
      vero? Anch'io la penso così, un proposito da rinnovare ogni giorno.
      Passa una bella estate e grazie per la visita

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  6. Bellissima la massima, aggiungerei magari senza green csrd

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    1. Ciao Rockpoeta, bentornato
      capisco, anch'io lo vorrei ma non escluso che torneremo ad una situazione migliore.

      Tuttavia penso che Twain alluda anche ad una situazione di libertà mentale che si può avere normalmente senza dover attendere visti o lasciapassare. Intendo dire che una persona é di per sé portata a cercare la libertà.

      Quando tu scrivi sei libero, hai fantasia, creatività e non credo che attendi un visto o il benestare di qualcuno. Questa è la condizione normale umana.

      Certo, questo virus ha cambiato tante cose, ci ha costretto a varie quarantene, ha per forza di cose limitato alcuni aspetti della vita...ma mica siamo incatenati.

      Grazie per la visita e un salutone

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  7. Mi piace tutto di questo tuo post di saluti prima della pausa estiva: la citazione di Twain, quel magnifico Bolero e la ricetta. Non posso che augurarti buon riposo e buone vacanze, sarà bellissimo ritrovarci a settembre o se riuscirai a leggere qualche mio post come hai scritto di là. Un abbraccio!

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    1. Ciao lux bentornata
      Grazie per il tuo commento che mi fa molto piacere. Ho scelto bene anche questa volta i contenti del post.

      Buona estate anche a te e appena posso passo dal tuo blog il problema è che mi trovo in una zona della Liguria dove non è facile prendere la linea Internet.
      Un salutone e a settembre

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  8. più che mai bentornato. Grande il pezzo musicale di DeAndrè. Ma mi soffermo sulla prima frase perchè per me è un periodo di dubbi giganteschi.

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    1. Ciao marcaval, bentornato
      e chi è che non ha dubbi? Arrivo a pensare, seppur con una certa moderazione, che i dubbi sono il sale della vita. E' chiaro che dipende dai dubbi che hai.

      Ma poi, sai com'è, ci sono periodi che sembra che ci sia sempre semaforo rosso, e non si passa, e poi all'improvviso le cose iniziano a mettersi a posto. Un po' del tuo ce lo devi mettere. Altre volte si tratta di rinunciare a qualcosa che ci ha accompagnato per anni ma adesso non serve più e bisogna "sacrificarlo"...

      ...Non so, magari dico delle castronate.

      In tutti i casi grazie per la visita e per il commento sul post e per De Andrè.
      Un salutone e alla prossima

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